Come vengono riprodotti
di GDesign, 30 Ottobre 2001
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Per riprodurre nel modo più fedele possibile la gamma dei colori visibili in natura si ricorre normalmente alla miscelazione di alcune tinte di base:dalla loro combinazione si ottengono tutte le sfumature intermedie. Questa miscelazione si basa su due diverse tecniche o metodi:
La sintesi sottrattiva, basata sull'assorbimento e dunque sulla sottrazione della luce da parte dei corpi fisici. Questa tecnica si applica per la stampa dei colori su carta o su altri supporti. I colori di base in questo caso sono il ciano, il magenta, il giallo e il nero; la sintesi sottrattiva viene perciò indicata con la sigla CMYK (Cyan, Magenta, Yellow, black).
La sintesi additiva, basata sull'emissione e dunque sull'addizione o sovrapposizione della luce grazie a dispositivo di proiezione. Questa tecnica si applica per la visualizzazione dei colori su schermi e monitor. I colori di base in questo caso sono il rosso, il verde e il blu; la sintesi additiva viene perciò indicata con la sigla RGB (Red, Green, Blue).
Poiché le pagine Web hanno come applicazione primaria la visualizzazione sui monitor, il metodo di riferimento per la gestione dei colori è la sintesi additiva (RGB). Ogni possibile tonalità di colore è definita da una combinazione di valori delle tre componenti di base: rosso, verde e blu.
In pratica, ogni colore è identificato da tre valori (numeri):
il primo indica la "quantità" di rosso presente nel colore
in questione;
il secondo la "quantità" di verde";
il terzo la "quantità" di blu.
Ciascuno di questi tre valori può variare da 0 (minimo: componente
non presente) a 255 (massimo: componente dominante).
Ad esempio il nero corrisponde ai valori RGB 0, 0, 0, il bianco corrisponde ai valori RGB 255, 255, 255.


